Veniamo, ora, all'ultima farneticante affermazione del video dal titolo "Come le religioni hanno preso le idee l'una dalle altre" apparso sul canale di propaganda laicista Sapiens Sapiens. Con fare furbetto, di chi ha "scoperto" tutto l'inganno, Fratarcangeli ci rivela che la Pasqua cristiana non è altro che la copia di una festa pagana, e, precisamente, quella dedicata ad una dea nordica chiamata Eostre (o Ostara). Per provare questa affermazione cita una "testimonianza" di un monaco inglese del VIII secolo, Beda il Venerabile, il quale scrive che gli anglosassoni chiamavano il mese di aprile Eosturmonath, dal nome di una dea della primavera, e che i cristiani avrebbero poi usato quel nome per la festa della Pasqua. Fratarcangeli aggiunge anche che il termine inglese per indicare la Pasqua, cioè Easter, è un chiaro riferimento alla dea.
Navigando per il mare di sciocchezze anticristiane del web, il nostro hater Fratarcangeli deve aver trovato questa notizia e l'ha subito replicata e divulgata sul suo canale. Un hater sa bene che qualsiasi sciocchezza, in quanto anticristiana, viene subito ben considerata senza tanti problemi di verifica. Come si dice? "Tutto fa brodo". In realtà si tratta dell'ennesima fake news, infatti che la Pasqua cristiana derivi da una festa pagana dedicata alla dea Eostre (o Ostara) non è assolutamente dimostrato storicamente.
Innanzitutto il monaco inglese non dice che la Pasqua cristiana sarebbe una scopiazzatura della festa pagana della dea Eostre, ma che i cristiani chiamarono in quel modo il periodo della Pasqua (De temporum ratione, capitolo 15, “De mensibus Anglorum”). Probabilmente il nome del mese primaverile Eosturmonath, cioè aprile, è stato riutilizzato per indicare la festa cristiana, ma questo riguarda solo il nome, non l’origine della festa. Come è assolutamente notorio a chi ha un minimo di conoscenza della storia del Cristianesimo, la Pasqua cristiana deriva direttamente dalla Pasqua ebraica (Pesach), infatti i primi cristiani erano ebrei e celebravano la resurrezione di Gesù in relazione alla Pasqua ebraica. Gesù è il nuovo agnello immolato che cancella tutti i peccati, l'unico grande sacrificio che sostituisce e supera quelli rituali al Tempio (Ebrei 9,1-10,18). Questo legame è ben documentato nei testi del I–II secolo.
Infatti in quasi tutte le lingue, come l'italiano "Pasqua", lo spagnolo "Pascua", il francese "Pâques", il greco "Pascha", ecc. tale termine deriva da quello ebraico Pesach. Solo l'Inglese “Easter” e il tedesco “Ostern” sono eccezioni, derivando, con ogni probabilità, dal nome germanico del mese primaverile di aprile, il tipico periodo in cui si celebra la Pasqua.
C'è da considerare, inoltre, che esistono molti dubbi sull'esistenza stessa di una dea chiamata Eostre e di un culto a lei associato. L’unica fonte antica ne che parla è il monaco inglese Beda, ma non si hanno altre tracce di questa dea nordica e del culto a lei associato. Come già detto, Beda scrive solo che il mese anglosassone Eosturmonath prendeva il nome da una dea pagana, ma non descrive rituali, miti o un culto strutturato. Tutte le teorie su Eostre partono esclusivamente da qui. Non esistono altre fonti indipendenti, non è stato mai trovato un tempio a lei dedicato, non esiste niente che parli di lei nei miti nordici e non esistono neppure testi, raffigurazioni, iscrizioni, ecc. Niente che confermi l'esistenza ed un culto di una dea chiamata Eostre. Questa mancanza quasi totale di riferimenti, induce gli storici a pensare che Eostre possa essere stata una divinità locale minore oppure una figura mitologica successiva (romanticizzata in epoca moderna). Altri sono convinti che si possa trattare addirittura di una ricostruzione etimologica dello stesso Beda.
Possiamo quindi concludere che non è affatto vero che la Pasqua cristiana derivi da una festa della dea Eostre, sia perchè è certo che la la Pasqua cristiana nasce dalla Pasqua ebraica, così come, ad esempio, il famoso esegeta ed orientalista tedesco J. Jeremias ha ben dimostrato nel suo Studio fondamentale sul contesto ebraico della Pasqua cristiana primitiva (The Eucharistic Words of Jesus - SCM Press), ma anche perchè gli storici dubitano molto sulla reale esistenza di una dea chiamata Eostre e di un culto a lei associato. Lo storico delle religioni Ronald Hutton, professore di storia all'Università di Bristol, grande esperto di paganesimo britannico, conclude nel suo saggio "The Stations of the Sun: A History of the Ritual Year in Britain" - Oxford University Press, 1996" che non ci sono prove di una festa pagana di Eostre che abbia dato origine alla Pasqua. E così anche il professore Bruce Lincoln, docente di Storia delle religioni alla University of Chicago, antichista e antropologo di grande valore, afferma come alcune divinità “antiche” siano in realtà ricostruzioni moderne basate su pochissime fonti. Proprio la dea Eostre è citata come caso problematico da Lincoln nel suo "Theorizing Myth", University of Chicago Press, 1999. Agli stessi risultati è giunta anche la storica delle religioni Carole M. Cusack, che nel suo "Invented Religions: Imagination, Fiction and Faith" Ashgate, 2010, spiega come nel XIX–XX secolo molte figure “pagane” siano state rielaborate o amplificate, trattando anche della nascita moderna del mito di Ostara/Eostre.
Questa storia della dea Eostre dimostra chiaramente come il web sia pieno di sciocchezze e falsità, e come sia importante documentarsi sempre da fonti serie e validamente documentate, scartando decisamente le notizie che provengono da siti trash che fanno solo una divulgazione di stampo ideologico.
Bibliografia
Fonte: Beda il Venerabile, "De temporum ratione, cap. 15" nell'edizione "Bede: The Reckoning of Time", trad. Faith Wallis, Liverpool University Press, 1999;
Ronald Hutton, "The Stations of the Sun: A History of the Ritual Year in Britain", Oxford University Press, 1996;
Bruce Lincoln, "Theorizing Myth", University of Chicago Press, 1999;
Carole Cusack, "Invented Religions: Imagination, Fiction and Faith", Ashgate, 2010.
Joachim Jeremias "The Eucharistic Words of Jesus" - SCM Press.

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