giovedì 5 marzo 2026

Sapiens Sepiens e la comprensione di Dio

L'ennesima provocazione del canale YT Sapiens Sapiens stavolta prende in prestito una frase dello scrittore statunitense Elbert Hubbart: "Ciò che chiamiamo Giustizia divina è solo la nostra idea di ciò che faremmo se fossimo Dio". Il focus sarebbe solo sulla giustizia di Dio, ma al nostro hater piace fare le cose in grande coinvolgendo tutta la figura di Dio. Così commenta: "Ecco perché, quando cambiano le sensibilità, i pensieri, i valori, i gusti, le mode, cambia anche Dio. Il Dio medievale era un sovrano rigido, implacabile, verticistico, intronato. Il Dio di oggi è democratico, inclusivo, gentile, laterale. Quello del futuro, chissà…".
La conclusione di Fratarcangeli è chiara, Dio cambia nel tempo, parallelamente a come cambia l'uomo e la società umana, quindi Dio sarebbe solo una nostra proiezione e questo, secondo lui, dimostrerebbe la sua non esistenza.

Anche stavolta il nostro hater dà dimostrazione di avere le idee molto confuse, infatti non riesce a comprendere il fatto che la figura di Dio e la comprensione di Dio sono su due piani diversi che non vanno confusi. Il punto chiave è che non è Dio che cambia, ma il modo in cui l’uomo lo comprende, lo racconta e lo vive. La fede cristiana afferma che Dio è immutabile "Io sono il Signore, non cambio" (Mal 3,6), ma la rivelazione è progressiva e la teologia è storica. Ogni epoca, infatti, usa il proprio linguaggio, le proprie categorie culturali, le proprie domande, quindi a "cambiare" è solo il senso umano del termine "Dio", ma non il suo senso ontologico.
Le Scritture mostrano continuità, non contraddizione, Bibbia alla mano, i tratti fondamentali di Dio restano coerenti: infatti Dio è uno, creatore, giusto e misericordioso. Egli chiede all'uomo una alleanza, non mera sottomissione e si rivela come Dio che entra nella storia. Nel Nuovo Testamento questo non viene smentito, ma portato a compimento (Mt 5,17). Cristo non presenta un “nuovo Dio”, ma rende pienamente visibile ciò che era già presente.

Quindi ciò che cambia è come l'uomo si approccia al divino, cambiano le sue riflessioni, cambiano le sue domande a Dio, ma Lui resta sempre lo stesso, la sua essenza resta immutata. Durante i secoli la teologia ha insistito di più sulla giustizia, in altri tempi sulla misericordia, in altri ancora sulla trascendenza o sulla vicinanza, ma questo dice più dell’uomo e della storia che di Dio.

L'equivoco di Fratarcangeli è proprio questo: confondere la normale e naturale evoluzione della morale applicata e del linguaggio teologico con l'immutabilità dell'essenza di Dio. L’idea umana di Dio è storica, ma Dio non lo è per la fede cristiana. Confondere le due cose è un grosso errore di categoria.