Un classico mito anticattolico, un autentico mantra ripetuto spesso nel saggismo ateo e razionalista è la, ormai, famosa "verità", conosciuta nientemmeno che dai Papi di Santa Romana Chiesa, secondo la quale la vicenda di Gesù, se non la sua stessa esistenza storica, sia stata tutta un'invenzione, una colossale truffa per mettere su il "baraccone" della Chiesa Cattolica e turlopinare i gonzi credenti.
Tra gli atei anticlericali nostrani più famosi c'è sicuramente il pittoresco matematico Odifreddi che tra le tante sciocchezze che dice sulla Chiesa Cattolica e il Cristianesimo ama spesso diffondere, come ad esempio nel suo saggio "Il Vangelo secondo la Scienza" e nei suoi interventi sul tema, la notizia secondo la quale papa Leone X avrebbe rivolto al cardinal Bembo la frase: "Questa favola ci ha fruttato molto", svelando, così, la vera natura falsa e truffaldina della Chiesa Cattolica.
In realtà quella frase è la traduzione della famosa frase latina "Quantum nobis nostrisque ea de Christo fabula profuerit, satis est omnibus saeculis notum" ("È noto a tutti i secoli quanto quella favola di Cristo abbia giovato a noi e ai nostri") ed è universalmente conosciuta come un falso storico attribuito ingiustamente a Papa Leone X. Non esisite, infatti, alcun documento dell'epoca che attesti una cosa del genere, Il primo a riportare questa citazione fu lo scrittore satirico e drammaturgo antipapista inglese John Bale nella sua opera anticattolica The Pageant of Popes (1574). Bale, un ex frate carmelitano convertito al protestantesimo, inventò o riportò l'aneddoto decenni dopo la morte del Papa per screditare il papato romano durante gli anni dello scisma anglicano e della Riforma protestante (William Roscoe, The Life and Pontificate of Leo the Tenth: In Four Volumes, Volume 4, Cadell and Davies, 1805, p. 328).
Nella narrazione si sostiene che la frase fosse contenuta in una lettera o detta di persona al "cardinal Bembo". Tuttavia, Pietro Bembo durante il pontificato di Leone X (1513-1521) non era affatto cardinale, bensì il suo segretario personale. Bembo fu nominato cardinale molti anni dopo, nel 1539, da Papa Paolo III. Sebbene Leone X, al secolo Giovanni de' Medici, fosse un pontefice rinascimentale fortemente incline al lusso, al mecenatismo e alla bella vita (tanto da aver intensificato la vendita delle indulgenze che scatenò la protesta di Martin Lutero), i documenti storici confermano che mantenne sempre una condotta formale e teologicamente ortodossa nelle sue funzioni religiose, senza mai rinnegare la fede cristiana.
La citazione è rimasta celebre nei secoli successivi perché riutilizzata dalla letteratura anticlericale e illuminista, ma non esiste alcun riscontro o documento d'archivio che ne attesti l'autenticità.
Ma tra le fandonie diffuse dagli atei anticlericali non c'è solo questa bufala, si possono trovare anche quelle da questa derivate. Ad esempio è facile imbattersi nella notizia che il noto personaggio storico Cesare Borgia, un cardinale cattolico del XV secolo, figlio illegittimo del papa Alessandro VI, avrebbe detto la seguente frase: "Ci è servito bene, questo mito di Gesù". Anche questo è falso, infatti questa frase non è mai stata pronunciata da Cesare Borgia. In realtà si tratta di una variante e di una sovrapposizione errata dello stesso falso storico attribuito a Papa Leone X. I motivi per cui questa attribuzione è storicamente infondata derivano da precisi fattori:
Innanzitutto si tratta del riciclo della vecchia bufala del protestante inglese John Bale che abbiamo già visto precedentemente. Nel tempo, la stessa identica frase è stata erroneamente "spostata" e attribuita ad altre figure controverse della Chiesa rinascimentale, tra cui, appunto, Cesare Borgia e suo padre, Papa Alessandro VI.
In secondo luogo, sebbene Cesare Borgia sia stato nominato cardinale da suo padre in giovanissima età per puri scopi politici, egli non aveva alcun interesse per la teologia o per i dogmi religiosi. Era un uomo d'arme, un politico e un condottiero spietato. Non esistono lettere, scritti o testimonianze coeve in cui esprima riflessioni di tipo filosofico o teologico sulla storicità di Gesù.
Infine occorre considerare il fatto che la famiglia Borgia è stata spesso al centro di una massiccia "leggenda nera" alimentata dai loro nemici storici e, in epoca moderna, da romanzi, serie TV e teorie del complotto. Spesso a Cesare Borgia vengono attribuite falsamente tesi bizzarre, come quella, storicamente smentita, secondo cui i quadri moderni di Gesù sarebbero basati sul suo volto, o frasi ciniche sulla fede mai pronunciate, allo scopo di enfatizzare la sua spregiudicatezza.
In sintesi, la citazione non appartiene a Cesare Borgia, ma è la reinterpretazione di un falso d'epoca della Riforma protestante.
Passiamo, ora, all'ultima notizia riguardante presunte "verità" conosciute dai Papi che dimostrerebbero che "Gesù di Nazareth" sia un personaggio inventato. Gira in rete, infatti, la notizia che Papa Paolo III, che fu Pontefice dal 1534 al 1549, dichiarò che Gesù era "nient'altro che il sole, adorato nella sua setta mitraica, e Giove Ammonis rappresentato nel paganesimo sotto forma di ariete e di agnello... e disse che non c'era alcun documento valido per dimostrare l'esistenza di Cristo e che la sua convinzione era che Gesù non fosse mai esistito". Ovviamente anche questa notizia è un falso conclamato, questa citazione non appartiene in alcun modo a Papa Paolo III, al secolo Alessandro Farnese, e non esiste alcun documento storico, archivistico o teologico che riporti simili affermazioni da parte sua. Si tratta di una bufala moderna nata all'interno di ambienti complottisti, pseudostorici e della corrente del "mitismo" (che nega la storicità di Gesù). Il testo fa leva sulla fusione di vecchi falsi storici e su elementi di sincretismo religioso decontestualizzati. Le ragioni dell'infondatezza storica di questa affermazione sono evidenti:
Questa esatta citazione circola principalmente sui social e su blog complottisti anglofoni e ispanofoni, per poi essere tradotta in italiano. Viene spesso inserita in elenchi di "segreti nascosti del Vaticano" privi di qualsiasi fonte bibliografica accademica. Nei post viene abitualmente accostata proprio al vecchio falso di Leone X e del cardinale Bembo, dimostrando di essere una sua evoluzione narrativa;
Termini e concetti come "adorato nella sua setta mitraica" o il parallelismo accademico-strutturale tra Gesù, il culto solare e "Giove Ammonis" non appartengono al linguaggio del XVI secolo. Sono argomenti tipici dell'archeologia e della storia delle religioni dell'Ottocento e del Novecento, sviluppatisi con gli studi comparativi sul Mitraismo, proiettati a posteriori nella bocca di un Papa del Rinascimento;
Papa Paolo III è stato una delle figure più centrali e dogmaticamente rigorose della storia della Chiesa cattolica: è il pontefice che ha aperto il Concilio di Trento nel 1545 dando il via alla Controriforma, ha approvato la nascita della Compagnia di Gesù (i Gesuiti) e ha riorganizzato l'Inquisizione romana. L'idea che un Papa impegnato a combattere l'eresia protestante e a blindare i dogmi cattolici potesse privatamente o pubblicamente dichiarare che Gesù non fosse mai esistito è storicamente assurda.
In conclusione, la frase è un'invenzione totale, un copia-incolla di tesi sincretiche moderne attribuite arbitrariamente a un personaggio storico del passato per conferire loro una falsa autorevolezza.
E' letteralmente triste e sconfortante rendersi conto di come bufale di tale portata possano ancora oggi essere così diffuse e, soprattutto, ancora credute vere. Personaggi di nessuna competenza continuano a propinare bufale del genere ed essere considerati anche dei saggisti ed influencer illuminati. Come non dare ragione al grande Umberto Eco che nel 2015 all'Università di Torino, in occasione del conferimento di una laurea honoris causa, esclamò:
"I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l'invasione degli imbecilli"
Bibliografia
E. Tuccinardi "Leone X e la favola di Cristo"
William Roscoe, "The Life and Pontificate of Leo the Tenth: In Four Volumes", Volume 4, Cadell and Davies, 1805.
