mercoledì 31 dicembre 2025


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mercoledì 24 dicembre 2025

mercoledì 17 dicembre 2025

Sapiens Sapiens e le bugie sull'Immacolata Concezione.

E' appena trascorsa la festa dell'Immacolata Concezione, una bellissima espressione della fede cristiana cattolica, che ci introduce dolcemente nel Mistero d'Amore del Natale. Ma anche quest'anno questa ricorrenza viene attaccata e vituperata dai soliti siti laicisti odiatori del cristianesimo. Non poteva mancare all'appelo il Canale YT Sapiens Sapiens, dell'odiatore Fratarcangeli, tra i più attivi del genere, che invece di rispettare la fede e le convinzioni altrui, come tutti i cristiani rispettano la sua decisione di apostatare dal cristianesimo, non perde l'occasione di catturare qualche clic e guadagnare un po' di soldini, attaccando il dogma dell'Immacolata Concezione, ma facendo sfoggio di una ignoranza abissale e, francamente, imbarazzante.

Fratarcangeli, infatti, con fare tra l'ironico e il finto stupito, si chiede come mai la Chiesa si sia "accorta" che Maria, la madre di Gesù, sia stata concepita senza peccato, solo nel 1854, dopo quasi due millenni? Adombrando così un motivo di convenienza e di losca opportunità nella formulazione del dogma. Ma Fratarcangeli è un disinformato, infatti non sa che Il dogma dell’Immacolata Concezione non nasce nel 1854, ma viene solo definito in quell’anno. In teologia, infatti c’è una distinzione importante: la verità rivelata può essere presente fin dall’inizio, la definizione dogmatica arriva quando la Chiesa ritiene necessario chiarire formalmente ciò che i fedeli hanno sempre creduto. Riguardo all’Immacolata, infatti, abbiamo testimonianze liturgiche già dal VII-VIII secolo, riflessioni teologiche costanti dal Medioevo e una convinzione popolare diffusissima. I primi a sviluppare la dottrina di Maria come una seconda Eva, pura, immacolata, incorrotta ed innocente e quindi immune anche dal peccato originale furono i Padri della Chiesa Giustino martire, Ireneo di Lione e Cirillo di Gerusalemme nei secoli II e III. Per Efrem il siro, IV secolo, Maria era innocente come Eva prima della caduta (Frederick Holweck, Immaculate Conception, in The Catholic Encyclopedia, vol. 7, New York, Robert Appleton Company, 1910). Anche il grande teologo Agostino d'Ippona (354-430) è uno dei primi teologi che parlano della natura perfetta e speciale di Maria.

Attorno a questo argomento della fede, però, nacque nei secoli successivi, una discussione tra i teologi cattolici che furono sostanzialmente divisi sulla questione: a grandi linee, i domenicani sostenevano la redenzione anticipata degli scolastici ("macolisti"), mentre i francescani sostenevano la redenzione preventiva di Scoto ("immacolisti"). Quindi, quando nel 1854, Pio IX, dichiara l'immacolata concezione di Maria, non “inventa” una dottrina nuova, ma riconosce ufficialmente una verità già creduta, dopo secoli di riflessione, proprio al fine di portare una definitiva parola di chiarezza a beneficio della fede e della vita della Chiesa. Non si trattò di un capriccio, di una astrusità gratuita da parte del Papa, come lascia intendere Fratarcangeli, ma di una cosa seria, la definitiva decisione della Chiesa che termina una discussione teologica secolare.

Ma Fratarcangeli non si ferma qui, continuando nella sua ignoranza afferma che il dogma non avrebbe senso perché non ci sarebbe nessun "peccato originale" in quanto i due personaggi biblici che lo avrebbero commesso, Adamo ed Eva, non sarebbero mai esistiti. Si rimane stupiti davanti a tanta ignoranza e superficialità. Prima di lasciarsi andare a queste sciocchezze Fratarcangeli dovrebbe sapere che la Chiesa cattolica non insegna il “creazionismo letterale”. Nel Catechismo viene chiarito che i racconti dei primi capitoli della Genesi sono veri, ma non nel senso di un reportage storico. Sono un genere teologico e simbolico che trasmette una verità profonda. La posizione cattolica attuale è compatibile con scienza ed evoluzione, ritiene che l'umanità ha un’origine evolutiva, che “Adamo ed Eva” rappresentano la prima umanità dotata di anima spirituale, alla quale Dio offre una relazione speciale. Il peccato originale non è un evento “mitico” nel senso di inventato, ma una realtà spirituale, descrive l’umanità che agli inizi rifiuta Dio, rompendo l’armonia interiore, con gli altri e con il creato. Il Catechismo (nn. 390-406) parla chiaramente di linguaggio simbolico che esprime un fatto reale: l’ingresso del male morale nella storia umana. Ciò che non capisce Fratarcangeli sulla Scrittura è che non importa se “Adamo ed Eva” siano stati due individui specifici, ciò che è importante è che la prima umanità ha rotto il rapporto con Dio e questa ferita ricade su tutti i discendenti. Questa è la verità teologica del peccato originale.

Altra sciocchezza detta nel video riguarda l'episodio evangelico di Maria che, rispettando la Legge mosaica, si reca al tempio per la purificazione. Un euforico Fratarcangeli, che pensa di aver dato scacco matto ai creduloni cristiani, chiede retoricamente: "Perché Maria va a purificarsi al Tempio se è immacolata?" La domanda è talmente stupida e provocatoria che non meriterebbe neppure una risposta, ma a beneficio di chi vuole conoscere la verità, fornirò una breve risposta. Nel Vangelo si parla della “purificazione” secondo la Legge di Mosè (Lc 2,22-24). Quindi Maria sta solamente adempiendo ad un obbligo di Legge, non lo fa perché è impura, ma come atto di umiltà e partecipazione alla condizione del suo popolo. L'accostamento di tale rito con il dogma dell'Immacolata Concezione è solo pretestuosa e strumentale, infatti questa Verità di fede riguarda esclusivamente il concepimento di Maria, non la sua condizione legale secondo la legge mosaica. Anche se senza peccato, ella viveva all'interno di un sistema rituale che chiedeva certi gesti simbolici. Gesù stesso, pur essendo Dio e perfettamente puro, si sottopone al battesimo di Giovanni, che era un rito di penitenza. Non perché ne avesse bisogno, ma per solidarietà con l’umanità, per obbedienza alla volontà del Padre e per dare compimento alla legge. Maria agisce allo stesso modo: umiltà, obbedienza, partecipazione ai riti del suo popolo.

Alla fine del video Fratarcangeli afferma: "La necessità di un mito dell'Immacolata Concezione, perché di un mito si tratta, piaccia o no, fu forse sentita per rendere pensabile che Dio non potesse scegliere una donna concepita con la macchia del peccato originale. Che fosse un mito senza fondamento lo aveva capito nel 1617 anche il Cardinale Bellarmino [...] quando ammise che nelle scritture, testualmente, non c'era niente di tutto questo".

Si tratta del solito gioco sporco di Fratarcangeli che con tale affermazione vuole far passare il messaggio che persino un reverendissimo cardinale della portata del Bellarmino avrebbe ammesso la natura truffaldina dell'operato della Chiesa nel dogmatizzare ciò che è solo un mito. Ma non bisogna mai fidarsi di un hater, nelle loro affermazioni si nasconde sempre l'imbroglio. Infatti quella citazione appartiene al clima di dibattito teologico che si andava sviluppando nel XVII secolo attorno all'Immacolata Concezione di Maria di Nazareth. Bellarmino non fu mai contrario alla dottrina dell'Immacolata Concezione, solo osservava che non esisteva, a suo giudizio, un testo biblico che provasse esplicitamente quella dottrina. L'alto prelato non stava affermando che la dottrina fosse falsa o eretica, ma che non poteva essere comprovata direttamente con un testo biblico isolato. Questa posizione rifletteva una prudenza teologica comune nel dibattito teologico dell’epoca. In quel periodo Bellarmino stesso era favorevole in linea di principio alla definizione e promozione della Immacolata Concezione, ma riteneva che la Scrittura non offrisse prove testuali evidenti per sostenerla con forza teologica isolata, ma che si poteva desumere dal contesto. Infatti Bellarmino sostenne personalmente e teologicamente la causa dell’Immacolata Concezione attraverso lettere (una del 1617 e una del 1618) e sermoni (John A. Hardon, SJ Archivio e Corporazione).

Quindi a differenza delle maligne insinuazioni di Fratarcangeli, il Cardinale Bellarmino non affermò mai che l'Immacolata Concezione fosse un mito, ma anzi affermò che la sentenza favorevole all’Immacolata Concezione non era da ritenersi eretica, in quanto la Chiesa, ossia la Sede Apostolica, ha definito il contrario (Atti e Documenti pubblicati nel cinquantesimo anniversario della stessa Definizione. Vol. I, Tipografia Vaticana, Roma 1904, p. 12). Ciò dimostra il fatto che il dogma non è un capriccio del Papa o un'operazione truffaldina, ma nasce e si sviluppa in un ambito di riflessione e confronto teologico serio e profondo.

Purtroppo siamo di fronte all'ennesimo video spazzatura che diffonde notizie false al solo scopo di abbindolare i poco informati e fomentare astio contro la Chiesa cattolica e i cristiani. In particolare il canale Sapiens Sapiens è tra i più attivi in questa deprecabile attività.

domenica 7 dicembre 2025

Sapiens Sapiens e la manipolazione visiva

Stavolta non compare la classica scritta "FALSO" sull'immagine di copertina dell'ennesimo video del Canale YT Sapiens Sapiens, in quanto l'oggetto della mia critica riguarda proprio quell'immagine e preferisco non modificarla affinchè sia chiara a tutti i lettori.

Il video in questione è dedicato ad una piccola setta religiosa statunitense, un gruppo marginale, violento e razzista, composto da appena una settantina di adepti. Ovviamente non ho nulla da eccepire sui contenuti del video, che sono
ampiamente condivisibili, ma quello che stona è decisamente l'immagine di copertina del video che solleva più domande sull’autore del contenuto che non sull’oggetto dell’inchiesta. L’immagine scelta, infatti, non ritrae né i luoghi né i simboli riconducibili alla setta in questione: al contrario, mostra una chiesa medioevale, chiaramente cattolica europea, e un’orda di presunti “fanatici” brandenti crocifissi, in un’atmosfera esasperata e caricaturale.

L’uso di una chiesa cattolica come sfondo per raccontare una realtà completamente diversa geograficamente, culturalmente e teologicamente è una manipolazione visiva evidente. La setta oggetto del video, la semisconosciuta "Westboro Baptist Church", è completamente iconoclasta e questo cozza fortemente con la presenza dei crocifissi nell'immagine di copertina. Non si tratta, dunque, di un errore estetico, ma di una precisa strategia comunicativa: evocare nell’osservatore un immaginario familiare e facilmente identificabile, accostando simboli riconoscibili a una narrazione che non gli appartiene. Questa scelta genera una sovrapposizione indebita tra il cattolicesimo, religione globalmente diffusa e variegata, e una minuscola setta estremista americana che nulla condivide con esso. Il risultato è una mistificazione che, anziché chiarire, disorienta deliberatamente.

La rappresentazione di “fanatici con crocifissi” agisce come una leva emozionale più che informativa. L'hater Fratarcangeli cerca evidentemente di associare la violenza della setta al cristianesimo nel suo complesso, sfruttando l’impatto immediato dei simboli religiosi per catturare l’attenzione e indirizzare l’interpretazione del pubblico prima ancora che il contenuto venga visto.

Questa tecnica, ampiamente utilizzata nella comunicazione ideologica, non aiuta lo spettatore a comprendere il fenomeno reale, anzi lo trascina in un terreno simbolico distorto, dove tutto è ridotto a stereotipo e sensazionalismo. Un intento ideologico mascherato da informazione

La distanza tra la realtà dei fatti e la copertina proposta rivela un intento che va oltre la semplice promozione: l’obiettivo sembra essere quello di alimentare una narrativa più ampia, in cui i simboli religiosi più riconoscibili vengono associati a fanatismo e violenza, indipendentemente dal contesto. In questo modo, l’autore del video utilizza la setta come pretesto per veicolare un messaggio ideologico che punta a delegittimare un intero immaginario religioso, ben più vasto e complesso.

Il risultato non è un’inchiesta, ma un’operazione retorica: si denuncia un gruppo estremista, ma si insinua anche un legame, totalmente infondato, con tradizioni religiose che non c’entrano nulla.

La copertina, dunque, non è solo fuorviante: è rivelatrice. Racconta molto più delle intenzioni dell’autore che della setta di cui vorrebbe parlare. Un’immagine accurata avrebbe potuto introdurre il pubblico a un fenomeno realmente sconosciuto e circoscritto; quella scelta, invece, tradisce la volontà di costruire un racconto manipolatorio, basato su associazioni simboliche ingannevoli.

In un’epoca in cui le immagini guidano la percezione pubblica, simili operazioni non sono innocue. Criticarle significa difendere non solo la correttezza informativa, ma anche la responsabilità culturale di chi comunica.

venerdì 5 dicembre 2025

Sapiens Sapiens e il Dio ingiusto

 

In questo video l'hater Fratarcangeli si atteggia a fine pensatore ed è fermamente convinto di aver assestato un colpo mortale alla teologia cattolica di un Dio buono e benevolente. Con il suo solito fare malizioso, di chi coglie il gatto con il sorcio in bocca, enuncia trionfante: "Se il Dio cristiano è davvero onnipotente, buono, giusto, saggio, benevolente e perfettissimo allora non dovrebbe imporre l'esistenza senza consenso, invece secondo la dottrina classica nessuno di noi ha potuto scegliere di esistere, né ha potuto scegliere i termini del gioco: la libertà, il peccato, la redenzione, la dannazione. Questo è incompatibile con l'immagine di un Dio perfettamente giusto, saggio e benevolente".

Come è chiaramente evidente, si tratta di un sofisma, cioè un ragionamento capzioso, in apparenza logico, ma sostanzialmente fallace. Infatti basta analizzare questa accusa con un minimo di logica, liberandosi da ogni visione ideologica, che subito è palese la sua inconsistenza.
Nessuno può “chiedere” il permesso di essere creato e obiettare che “Dio dovrebbe chiedere il permesso prima di creare” è logicamente contraddittorio: per dare il permesso, infatti, si dovrebbe già esistere. Ma se già si esiste, non si ha più bisogno di essere creato. Quindi l’idea stessa di “imposizione ingiusta” è concettualmente priva di senso. 

Già solo questa considerazione smonta in modo convincente e definitivo l'assurdità di Fratarcangeli. Ma il nostro hater, evidentemente accortosi della fallacia del suo discorso, si affretta a precisare: "Se il consenso prima della creazione è impossibile, allora Dio agisce unilateralmente, non in una relazione di libertà reciproca". Ma la "toppa" è peggio del buco, infatti la giustizia riguarda le relazioni tra soggetti. Perché qualcosa sia “ingiusto”, devono esserci: due soggetti morali, un’azione che danneggia uno dei due e una consapevolezza o volontà di compiere il torto. Ma prima della creazione l’uomo non è un soggetto morale. Il rapporto Creatore–creatura non è simmetrico e non può essere giudicato con le stesse categorie della giustizia contrattuale tra esseri già esistenti. 
Inoltre c'è da considerare il fatto che la creazione non può essere considerata una decisione unilaterale o una bizzarria di un Dio che non aveva nient'altro da fare, perché si tratta della comunicazione del suo Amore. Dio, infatti, è Amore (1Gv 4,8) e, in quanto tale, è relazione, vicinanza, donazione. L'amore perfetto non può restare da solo, fine a sè stesso.  

Ancora insiste Fratarcangeli: "Oltretutto l'obiezione: "il consenso prima dell'esistenza è impossibile" è teologicamente elusiva: un Dio onnipotente può rendere possibile qualsiasi condizione logicamente concepibile, inclusa la scelta di esistere oppure no". Come giustamente viene detto Dio può rendere possibile ciò che è logicamente concepibile. Ma è concepibile la possibilità di un consenso da chi non esiste? Dove non c'è esistenza, c'è il nulla. 

Prosegue Fratarcangeli: "La creazione, dicono, è un dono gratuito, non un contratto", ma un dono che potenzialmente può condurre alla dannazione eterna non è un dono, ma un'imposizione". Anche in questo caso siamo di fronte ad un ragionamento sbagliato: Dio crea per donare il bene, non per dominare e siccome è un Dio benevolo l’esistenza è concessa perché sia partecipazione al bene, non una condanna. Essere creati è un atto di amore, non un obbligo imposto. L'eventualità della dannazione è dovuta solo alla nostra scelta di fare il male invece del bene. La dannazione non dipende, quindi, da Dio. D'altra parte se Dio non creasse nessuno per evitare una possibile dannazione, il risultato sarebbe: zero persone, zero libertà, zero amore, zero significato. È davvero più giusto un universo completamente vuoto, piuttosto che uno popolato da esseri liberi e capaci di bene, anche se comporta dei limiti? La creazione è simile a un dono: non è un’imposizione, perché non sopprime alcuna libertà pre-esistente. È il conferimento della libertà stessa.

Ultima, folle, considerazione di Fratarcangeli: "Altra arrampicata sugli specchi: "Si dice che il consenso entra dopo con il libero arbitrio morale durante la vita". Ma questa non è nè giustizia, nè equità: la posta in gioco, il giudizio eterno, la dannazione è già fissata senza aver consultato l'individuo. Quindi la libertà successiva non compensa l'assenza di scelta iniziale".
Anche in questo caso abbiamo una visione sbagliata della teologia cattolica: la dannazione non è fissata, ma dipende solo dalla libera scelta dell'uomo. Non è una eventualità creata da Dio, ma una conseguenza della libertà dell'uomo di rifiutare il bene per il male. 
Secondo il ragionamento di Fratarcangeli si giungerebbe all'assurdità di ritenere che anche mettere al mondo dei figli sarebbe un'ingiustizia, infatti ai nascituri non abbiamo chiesto il consenso all'esistenza e la vita che gli doniamo non sarà sicuramente tutta rosa e fiori, ma comporterà, inevitabilmente, il rischio della perdizione. Ma chi ha un minimo di sale in zucca sa bene che generare una vita, mettere al mondo un bambino, è un'atto d'amore, non un'ingiustizia, perchè si dona la vita, cioè la possibilità di fare il bene, di dare e ricevere amore, di esistere. Certamente ci sono dei rischi, ma amare comporta sempre un rischio, altrimenti non sarebbe più amore, ma convenienza.   

Quella di Fratarcangeli è la tipica disperazione di chi odia Dio e il bene che ci ha donato, una disperazione che impedisce una visione chiara della realtà. Per dire che imporre l’esistenza sia ingiusto, bisognerebbe prima dimostrare che esistere è peggio del non esistere. Ma il non-esistere non è un bene, né un male: è semplicemente nulla. Perciò non è possibile dire di subire un’ingiustizia se non si possiede nemmeno la possibilità di un’esperienza. Solo chi esiste può beneficiare o soffrire. Il non esistente non può essere “privato” di nulla né “forzato” a nulla. L’esistenza è il prerequisito di ogni possibile valore, significato, relazione, gioia.