martedì 6 settembre 2016

L'offesa laicista al senso del sacro.

Faceva ridere la Guzzanti, Sabina Guzzanti, davvero. A me divertiva molto, la seguivo ai tempi di La TV delle ragazze, memorabili certi suoi personaggi, come Moana Pozzi, Massimo D'Alema, Silvio Berlusconi. Poi il virus laicista anticlericale la colpì profondamente e arrivò il suo penoso tramonto. Si rinchiuse in una piccola nicchia di volgarità e violenza da dove lancia le sue invettive facendo del vilipendio e della becera offesa personale le sue armi preferite. 

Se sodomizzazioni e fellatio caratterizzano il livello culturale della Guzzanti, non c'è certo da stupirsi che, contrariamente allo sdegno nazionale, a lei sia piaciuta la vergognosa vignetta del Charlie Hebdo sul terremoto in centro Italia. Del resto è proprio la pornografia il mezzo d'espressione usuale del giornaletto francese. Questo comune retroterra culturale tra la Guzzanti e CH non poteva non portare all'offesa gratuita ed allo sfruttamento del dolore. Così come non ci fu il rispetto del sacro, adesso non c'è stato quello per il dolore. 

La Guzzanti e CH dicono che la satira non deve necessariamente far ridere, bensì far riflettere denunciando le cose che non vanno senza fermarsi davanti a nulla. Ma quella vignetta cosa ha generato? Denuncia, riflessione o unanime sdegno? Ironizzare sui morti, vituperare il dolore dei sopravvissuti, quando ancora ci sono i corpi sotto le macerie, significa fare denuncia o aggiungere dolore a dolore? Se la satira non deve fermarsi davanti a nulla perché si è levato un coro generale di sdegno? Persino la stessa Francia si è dissociata dall'iniziativa del giornaletto pseudosatirico. 

Secondo il mio parere questo schifo deriva dalla perdita del senso del sacro. La vita è sacra, quindi anche il suo ricordo, i defunti, i cari scomparsi. La satira deve fermarsi quando vuole entrare nella sfera del sacro, sia laico che religioso. Perché significa violentare l'intimità della persona, violare il nostro profondo umano e nessuna satira può giustificare tale violenza inaudita. Per fare denunce e suscitare scandali ci sono altri mezzi, ma questo no.      
  

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