lunedì 30 novembre 2015

L'ottusità laicista contro il Natale


Fatalmente, come ogni anno, all'approssimarsi della ricorrenza del Natale, si registra l'ennesima intemerata del laicista di turno che se la prende con la festa più cara alla tradizione cattolica ed amata da tutti i bambini. "Bisogna fare un passo in avanti per il rispetto dei bambini non cattolici", ha sentenziato il preside di una scuola di Rozzano (MI), Marco Parma (nella foto), che ha abolito una rappresentazione natalizia sostituendola con una non ben identificata "festa dell'inverno".

La notizia è di qualche giorno fa ed ha alzato, come era prevedibile, un gran polverone. Il sindaco Barbara Agogliati di Rozzano che annuncia di chiedere una reintegrazione della rappresentazione religiosa, i soliti partiti politici che non perdono occasione per strumentalizzare l'accaduto, la patetica dimostrazione dei professori della scuola che si sono schierati a favore del preside, la protesta dei genitori dei studenti, ecc., insomma una grande confusione che non fa altro che mostrare il livello deprimente del "dialogo", in Italia, tra credenti e non. Ma la reazione più interessante è stata senza dubbio quella dei genitori della minoranza dei bambini islamici, i quali hanno candidamente dichiarato che la rappresentazione natalizia non li avrebbe minimamente offesi. Questa vicenda fa tornare alla mente il Shakespeariano "tanto rumore per nulla", visto che il solerte prodigarsi del nostro preside, eroe del laicismo, nel non offendere i bambini islamici con turpi rappresentazioni di bambini appena nati, è stato del tutto inutile. Possibile una tale ignoranza da parte di un qualificato tutore della cultura? Come è possibile che il nostro preside non sappia che Gesù è venerato anche dall'Islam e che è considerato un santo profeta dal Corano? Si dirà: ma il preside ha voluto tutelare il sentimento dei bambini con genitori atei. Poveri bambini, violentati ed offesi da turpi melodie inneggianti alla pace e alla letizia portate da un bambino appena nato. Veramente una mostruosa violenza. 

La scuola dev'essere laica non laicista, la soppressione della memoria del Natale non è rispetto e libertà, ma un rinnegamento delle radici cristiane sulle quali si basano i valori fondanti la nostra società. L’origine cristiana della nostra società è una evidenza storica. Se ignoriamo queste radici cesseremo di essere una civiltà e perderemo la nostra identità. Questa evidenza vale per chiunque, non solo per il cristiano, ma anche per il laico. Celebrare il Natale di Cristo non ha senso solo per i cristiani, ma anche per i laici, significa celebrare i valori di uguaglianza, amore, pace, rispetto, perdono che sono diventati patrimonio comune solo con la venuta di Cristo. La celebrazione delle feste cristiane da parte di una società laica come la nostra non è un'offesa o l'imposizione di una fede, ma il riconoscerci tutti insieme negli stessi valori che hanno creato la nostra convivenza. 

La sensazione forte, invece, è quella dell'assalto continuo da parte del laicismo contro la religione, un attacco veemente, che non ha oggettive motivazioni, ma solo quelle dettate dal proprio personale odio verso Cristo e la Chiesa.

10 commenti:

  1. Caro Luis,
    anche il Natale sembra diventato un momento di scontro. Ti ricordi cosa sostenevi lo scorso anno? Mi avevi posto la più classica delle domande: “Ma Tu che cosa (diavolo) festeggi?”. Ed io, con sincerità, ti giuro, anche se sapevo che avresti preferito che sproloquiassi del Sole Invitto ed altre corbellerie, ti ho risposto che festeggiavo il Natale, simpliciter, come festa familiare. Apriti cielo. Mi sono beccato il pistolotto del “ma che razza di festa è la tua, che non cogli il valore cristiano, il solo senso profondo di un Evento che cambia il mondo, eccetera, eccetera, amen”. Adesso, invece, il Natale sarebbe per te riducibile ad un pot-pourri di sdolcinate melodie inneggianti alla pace ed alla letizia? Il Bambino sarebbe “la rappresentazione di un bambino appena nato”? Ah sì? Quando fa comodo il connotato cristiano-cattolico scolora in una brodaglia che tutti sono tenuti a sorbirsi, perché tanto rappresenta anche qualcos’altro? No, caro mio: il “Natale di Cristo” lo solennizzano solo i cristiani. Invece, i valori di libertà, uguaglianza, fraternità e rispetto dei diritti umani vanno rispettati indipendentemente da mediazioni religiose. E i valori fondanti della nostra società non si fondano su radici cristiane. Se così fosse, saremmo uno stato totalitario e teocratico, come l’Arabia Saudita. Il Cristianesimo è solo una componente culturale come tante, non gode di alcun privilegio, né morale, né giuridico sulle altre voci e può solo concorrere al dibattito democratico delle idee.
    La “soppressione della memoria del Natale” sarebbe ovviamente un errore ed un errore insensato: la scuola deve formare culturalmente e non deve sopprimere alcuna memoria. Ma cerimonie e canti e prediche religiose abbiate la compiacenza di farle al di fuori della scuola. Che è laica e di tutti e non è luogo ove si debbano celebrare feste religiose. Ci sono tanti posti più adatti: parrocchie, case, oratori, astronavi.

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    1. Ciao Felsy, ci si risente! Sembriamo un po' quei parenti lontani che si salutano solo a Natale per poi gnorarsi tutto l'anno.

      Purtroppo è come dici, anche il Natale è occasione di scontro, in cui, mi duole ammetterlo, ci si mettono anche tanti cristiani o pseudotali. Devi, però, convenire con me che sono sempre i laicisti che provocano per primi. Quanto al tuo appunto ti confermo ciò che ti dissi e, se si legge bene, ciò che affermo in questo mio articolo: il Natale ha senso solo in Cristo, altrimenti non ha un vero e proprio significato, se non un vago sentimento di bontà, abilmente sfruttato dell'industria del consumismo. Anch'io penso che i valori di uguaglianza, fraternità, rispetto dei diritti umani, ed io aggiungerei anche il valore del perdono, sono patrimonio comune che non devono necessariamente essere mediati da celebrazioni religiose, ci mancherebbe altro! Ma tali valori, checchè tu ne dica, provengono dalle nostre radici cristiane, questo dato è fuor di dubbio, è la storia che lo certifica: la nostra società è fondata su valori che si sono individuati e rafforzati con l'affermazione del cristianesimo, inteso come diffusione del messaggio evangelico. Per questa ricchezza, dico che anche una celebrazione natalizia religiosa può benissimo essere accolta in una scuola così da abbinare all'aspetto religioso anche quello culturale. Ovviamente lasciando alla libertà di ognuno di partecipare o meno.

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  2. Se proprio ci tieni ad unirti al tristo coro dei denigratori del Preside delle Ics di Rozzano (al quale va la mia più completa solidarietà e stima) e, addirittura, tacciarlo d’ignoranza dovresti essere molto più preciso ed evitare certi svarioni. Gesù è rispettato come profeta, ma certamente non è venerato dagli Islamici, che non fanno buffe distinzioni tra adorazioni e venerazioni, e, peraltro, non venerano neppure Maometto.
    Hai poi ricordato musulmani ed atei, ma ti sei dimenticato di parecchia gente. Un esempio su tutti, i fratelli maggiori: gli Ebrei, non rispettano come profeta il Festeggiato del 25 Dicembre e, ovviamente, non gli offrono nessuna venerazione. Le radici degli ebrei italiani valgono tanto quanto quelle dei cattolici.

    La cagnara aizzata contro il suddetto dirigente scolastico, ingiustamente perseguitato da beghini e politicanti, è stata vergognosa ed indegna d’un paese civile.
    Mi piace riportarne le misurate parole, documentate in una circolare dell’istituto e comprovate dalle attestazioni di sostegno di moltissimi genitori:
    “In primo luogo, non ho mai fatto rimuovere crocefissi né dalle aule del Comprensivo Garofani né da quelle delle altre scuole che ho gestito e diretto nel corso di più di vent’anni di modesta carriera, per un motivo molto semplice: non c’erano.
    In secondo luogo, non ho rimandato né cancellato nessun concerto natalizio né altre iniziative programmate dal collegio docenti e dal consiglio di istituto; mi sono, viceversa, adoperato per sostenerle: tanto il concerto del 17 dicembre dei ragazzi della secondaria quanto quello dei bimbi della primaria, in programma per il 21 gennaio, oltre ai momenti di festa prenatalizia che si svolgeranno, come di consueto, in tutte le classi.
    Non esistono iniziative “cancellate” o “rinviate”. L’unico diniego che ho opposto riguarda la richiesta di due mamme che avrebbero voluto entrare a scuola nell’intervallo mensa per insegnare canti religiosi ai bambini cristiani: cosa che continuo a considerare inopportuna.”

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    1. Mio caro Felsy, se i musulmani non colgono la differenza tra "adorare" e "venerare" non posso farci niente. Noi italici, beneficiati dalla sorte di un linguaggio molto ricco, intendiamo per "adorare": "Rendere culto alla divinità" (Treccani) e per "venerare": "Fare oggetto di devozione religiosa, di profondo ossequio" (Treccani). La differenza è lampante, da una parte si parla di "culto", quindi relazione col divino, dall'altra di "devozione", "ossequio", cioé profondo rispetto, ma nulla a che fare col divino. Noi, infatti veneriamo anche la memoria dei defunti, ma non ci sognamo di ritenenrli degli dei. Ora che ci siamo chiariti sui significati delle parole possiamo stabilire, senza paura di sbagliare, due cose:
      1) I musulmani venerano Cristo, perchè a Gerusalemme (li ho visti io) rendono ossequio, omaggio, cioè venerano la tomba di Cristo;
      2) Il preside, ahimè, è e resta un ignorante.

      Il caro preside, inoltre, ha omesso di inserire nelle sue dichiarazione il fatto che il suo diniego fosse dovuto ad un rispetto per la minoranza non cristiana. Per questo sono motivatissime le accuse di rimozione della memoria del Natale. Infatti perché mai i canti darebbero fastidio e le altre celebrazioni no? Semplice perchè le altre celebrazioni erano state stabilite dal collegio dei docenti, mentre l'approvazione dei canti dipendeva solo dal preside. Senza contare che l'iniziativa era rivolta solo ai bambini cristiani, quindi senza "offese" per nessuno.

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  3. Caro Luis,
    non è che mi ricordo di Te solo durante le feste comandate, ma sai com’è, il tempo corre e si è sempre in tante faccende affacendati. Inoltre, son certo che pure le altre virtù cardinali non ti difettino, ma certamente la fortezza ti è stata attribuita in gran copia. Io invece son molto più fiacco ed incline al tedio. Scripta manent, m’illudo sempre, così spesso mi risparmio volentieri dal ripetere cose già dette.

    Detta come va detta, io credo che, questa volta, dovresti semplicemente prendere le distanze dagli ignobili aggressori del Dott. Parma, non è una compagnia che meriti. La storia dei musulmani è solo una palese baggianata giornalistica, diretta a fomentare gli animi: nella scuola pubblica non si celebrano feste religiose e un dirigente scolastico non ha bisogno di fornire alcuna giustificazione al riguardo. Il rispetto per gli appartenenti ad altre o a nessuna religione sarebbe peraltro una ragione di fondo validissima ed ovvia, ma non mi risulta affatto che il suddetto preside l’abbia espressa.
    Avrai sentito che si è addirittura ben pensato di disporre un’ispezione ministeriale. Gli esiti sono arrivati e nessuna irregolarità è stata riscontrata a carico del dirigente o nella sua scuola. Il ministro della pubblica istruzione, che aveva il compito di tutelare la dignità dell’uno e la laicità dell’altra, bontà sua, si è finalmente deciso a precisare che "Non c'era motivo di sottoporre una scuola a una simile aggressione".
    L’idea, piuttosto balzana, che il dirigente scolastico sia persona “ignorante” è dunque solo una tua fantasia, forse fecondata dal giornalismo-spazzatura che ha montato questa squallida vicenda ed ha arrecato una deprecabile (e risarcibile) violenza ad una persona corretta nei comportamenti e mite nei modi. Io, quindi, ci andrei piano. Anche perché è piuttosto prevedibile ed anche auspicabile che il Dott. Parma adesso vorrà ben tutelare i suoi diritti e rispondere con la forza della legge a chi, in questi giorni, si è prodigato in insulti ed ingiuriose falsità.

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    1. A questo punto, visto che non le conosci, credo che sia il caso di riportare la frase incriminata proferita dal nostro simpatico preside:

      "Credo sia un passo avanti verso l'integrazione e non indietro rispettare la sensibilità di chi la pensa diversamente, ha altre culture o religioni - aveva spiegato il preside - Questa è una scuola multietnica, sarebbe stato giusto se nelle feste di classe una parte dei bambini avessero cantato della canzoni dalle quali erano esclusi altri? E poi dopo quello che è successo a Parigi qualcuno lo avrebbe considerato una provocazione".

      http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Rozzano-dopo-le-polemiche-lascia-incarico-il-preside-del-Natale-laico-0078e9ad-8119-4db5-a5d8-818ea193b07b.html?refresh_ce

      A parte l'autentica sciocchezza del riferimento agli attentati, appare lampante che il preside abbia voluto vietare i canti natalizi per una "integrazione" e "rispetto della sensibilità" dei bambini non cristiani. Certamente era una sua facoltà, quindi, da un punto di vista regolamentare nessun abuso, ma il giudizio negativo sul suo operato resta negativo da un punto di vista morale e sociale.

      Il preside è e resta "ignorante" perchè ha dato dimostrazione di non conoscere la sensibilità religiosa del gruppo etnico più numeroso, dopo quello italiano, presente nella sua scuola, cioè quello musulmano, a cui le rappresentazioni del Natale non disturbano affatto.

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  4. Siccome ormai viviamo in gran parte di memorie, certamente rammenterai che avevo accettato il tuo insindacabile diritto di autodefinirti e di rifiutare di essere da altri inserito tra i fedeli delle “Religioni del Libro”. Allo stesso modo, se i musulmani non colgono (o rectius, non vogliono cogliere) la differenza tra adorare e venerare, hanno il diritto di rifiutare la tua classificazione come impropria. Dunque, devi chiedere ai musulmani italiani se accettano di essere inseriti nel novero di coloro che venerano qualcosa di diverso dall’Unico Dio.
    La risposta sarà nettissima e negativa: non si venera la Kaaba, tanto meno si venera il sepolcro di Cristo. La distinzione tra adorazione e venerazione è solo frutto della teologia cattolica: come ben sai, anche molti cristiani non l’accettano, figurati i musulmani. Del resto il termine “venerare” non è né biblico, né coranico e mantiene, in tutti i vocabolari della lingua italiana, il significato generico di “adorare, fare oggetto di devozione religiosa”, che è peraltro etimologicamente riconducibile al tributo offerto ad una divinità, ossia Venere. Tutto questo, ovviamente, solo per recarti un po’ di pedante molestia - confesso -

    Mmmh... Fammi comunque valutare le tue proposte. Dunque, le messe le facciamo nelle palestre o nel salone centrale, al posto di quelle insulse assemblee d’istituto. Canti liturgici e preghiere, invece, direttamente in classe. Si potrebbero anche progettare degli utilissimi banchi con inginocchiatoi retrattili. In cambio, tutte queste belle iniziative sarebbero solo su base volontaria e tu saresti disposto a rinunziare a monaci-bidelli armati di grossi vincastri e pronti a percuotere, in nome della salus animarum, i corpi degli alunni riluttanti ai sacri offizi. Mah! Guarda, trecento anni fa avrei preso in considerazione l’offerta. Oggi no, mi dispiace. Anche perché mi devo preparare a dir di no, tra pochi anni, ad un tuo successore, che probabilmente si chiamerà Alì e non Luis, e che mi rinfaccerebbe certi sbandamenti.

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    1. Conosco bene, mio caro Felsy, la tua strumentale petulanza alla quale sarebbe più conveniente non rispondere, ma, vedi, anch'io sono affetto da quell'ostinazione, che qui nell'Urbe è nota come tigna. Ti rispondo, quindi, che se i musulmani adorano solo l'unico Dio Allah, nondimeno tributano una devozione religiosa a coloro che loro chiamano Wali, cioè "intermediari con Dio". Le loro tombe, infatti, sono meta di pellegrinaggi a cui vi partecipa in gran numero di fedeli. Questo comportamento dei musulmani assomiglia in modo così impressionante alla devozione cattolica dei santi, che non ho avuto il sospetto di scrivere un'inesattezza nell'usare il verbo "venerare" applicandolo alle costumanze islamiche.

      Quanto alle mie proposte, come al solito esageri. Non propugno alcuna trasformazione degli istituti scolasti, con tutti gli annessi e connessi, in chiese o abbazie. Auspico solamente che lo Stato laico italiano non rinneghi le sue radici, la sua storia e i suoi valori fondanti e che sfrutti l'occasione fornita dalle festività natalizie per meditare su tali significati.

      Caro Felsy, ti vedo fiero e coraggioso di poter arrestare l'avanzata islamica, ma ricorda che se non fosse stato per Lepanto e Vienna, ora staresti con le terga all'insù ad adorare (in questo caso non a venerare) il Signore Allah.

      Ti saluto.

      PS. Gli auguri per il Santo Natale te li faccio più avanti.

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  5. Ti ricordi di Vienna e Lepanto? Sei un ragazzino. Io ero a Roncisvalle, con la maglia del Bologna, quando i baschi ce le hanno suonate. Da allora, non da oggi, ho maturato l’idea che non era mio compito fermare l’avanzata di un benemerito niente. Perciò, carissimo, forse hai scambiato la mia difesa del principio costituzionale di laicità, in un paese democratico e pluralista, con propositi bellicosi che non mi appartengono. Cristiani e Musulmani per me pari sono. Ti dico di più, se sarà necessario, starò volentieri con le mie pregevoli terga all’insù. La sopravvivenza o la prosperità di una religione piuttosto che di un’altra, non vale la vita o la salute di nessuno che io conosca. Inviate alla pugna, se ci riuscite, i numerosissimi frequentatori della messa domenicale. E magari avessimo perso a Vienna e anche prima: Graecia capta ferum victorem coepit. Beh, almeno così si spera. Chi lo può dire: forse adesso l’Italia sarebbe un paese meno farisaico, la frequenza dei fedeli nelle moschee di Parigi sarebbe un misero 5% e tu troveresti tanti validi argomenti per vietare la poligamia tra omosessuali.

    Oh, la frase incriminata! Accidenti, rabbrividisco… ecco fatto, finito. Ora tornate a casa per piacere, la caccia all’eretico è finita. I forconi tornate a riutilizzarli per la raccolta di fieno e letame. I randelli trovate un posto dove riporli. E chi vuol cantare vada a X-Factor.

    Non sei tignoso, sei, appunto, un onorabile esempio di fortitudo. Anche i musulmani, se potessero, ti venererebbero, peccato che non venerino neanche i Wali.

    Io gli auguri di Buon Natale te li faccio subito ed incondizionatamente. Pensa che mentre tu andavi in cerca di radici a me è capitato di dover difendere la tua pianta e di strigliare studentelli giurisprudenti, che inviperiti per le vicende di Rozzano, facevano d’ogni erba un unico fascio infestante e da sempre malefico. Un gran bell’esito, si puo dire. Ora, dunque pace e bene: le luci son già accese, tantissime porte sono aperte, si può scegliere d’entrare e ammirare un presepe, ascoltare un canto che contiene richiami angelici, spiare un rito antico che viene trasmesso in diretta su Rete4. Una porta aperta, in casa d’altri, è SEMPRE un invito amabile. Non vedo ragioni per non entrare, ascolare e stringere mani.

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    1. Cristiani e musulmani per te pari sono? Anzi, ti sarebbe davvero piaciuto vivere in un paese musulmano? Quindi 5 preghiere al giorno, stato teocratico, sharia con annessi e connessi, mah De gustibus non disputandum est, ma penso che questa tua replica sia più che altro una boutade.

      Mio caro Felsy, quello che siamo oggi, lo dobbiamo alla libertà che ci ha portato Cristo, se Stato e Chiesa sono state sempre considerate due realtà ben distinte, se esiste considerazione per gli ultimi, i malati, i bambini, le donne, gli anziani, se non ci governa più la superstizione, se si è affermato il concetto di uguaglianza e di fratellanza, è solo perché abbiamo avuto l'incredibile fortuna di aver accolto e protetto quel messaggio.
      Sui musulmani che non venerano, non ti arrendi, eh? Vabbè non insisto, è Natale anche per capire quando non è il caso di indugiare oltre.

      Bè, caro Felsy, grazie degli auguri, che ricambio affettuosamente: la mia porta è sempre aperta, ti ascolto (...ti rispondo) e ti stringo le mani.

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