giovedì 14 giugno 2012

Il primato di Pietro nei Vangeli

Vero e proprio punto di scontro per ogni confronto ecumenico tra le varie chiese riformate e quella cattolica è la questione del primato petrino e del ruolo primaziale della Chiesa di Roma. Secondo i non cattolici l’apostolo Pietro non ricevette alcun specifico mandato da Gesù e, conseguentemente, alla Chiesa di Roma, la Chiesa Cattolica, non può essere riconosciuto alcun ruolo preminente di guida dell’intera comunità cristiana. In sostanza viene affermato che non esiste alcuna base scritturale del ruolo primaziale della Chiesa Cattolica. In questo mio articolo riporterò i passi evangelici più noti che, a differenza di quanto affermato dai non cattolici, dimostrano chiaramente come Gesù abbia voluto affidare a Pietro il ruolo specifico di guida dell’intero collegio apostolico. 

Cominciamo col dire che da uno sguardo d’insieme dei vangeli appare subito chiaro che Pietro tra gli apostoli, che compongono un collegio di uguali, è il leader riconosciuto. E’ questo non per le qualità umane di Pietro, ma per le continue indicazioni di Gesù che instaura con lui un rapporto speciale, di tipo pubblico ed ufficiale dandogli autorità nei confronti degli altri apostoli. 

Dai vangeli traspare chiaramente tale ruolo preminente di Pietro, infatti l’apostolo è quello di gran lunga più menzionato (195 volte tra i vangeli e gli Atti, Giovanni, il secondo, solo 29 volte) e compare sempre al primo posto in tutti gli elenchi degli apostoli. Tali elenchi si trovano in Matteo (10, 2-4), dove addirittura è chiamato il “primo”, Marco (3, 16-19), Luca (6, 13-16) e negli Atti (1, 13). 

Il brano classico del primato petrino è certamente Matteo 16, 17-19 che riporto: 

Gesù, replicando, disse: «Tu sei beato, Simone, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. E anch'io ti dico: tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte dell'Ades non la potranno vincere. Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherai in terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto nei cieli»”. (ED. Nuova Riveduta). 

La chiarezza di queste parole sono tali che molti hanno provato a contestarle in ogni modo arrivando perfino ad ipotizzare un’interpolazione nel II secolo (A. Resch, J. Schnitzer, J. Grill, A. Harnack, ecc.). Questa tesi è però del tutto insostenibile in quanto il brano è contenuto in tutti i codici più antichi ed in tantissime citazioni ed allusioni in scritti precedenti, come il Vangelo degli Ebrei (100 d.C.), il Pastore di Erma (140 d.C.), in Giustino (150 d.C.) ed Origene (200 d.C.). 

Una critica diffusa dai non cattolici e ripresa dai Testimoni di Geova si basa su una assurda interpretazione secondo la quale la “roccia” di cui qui si parla sarebbe Gesù, non Pietro. Certamente Gesù, in molti passi biblici viene detto “fondamento” (1 Cor 3, 11) e “pietra angolare” (Mt 21, 42 e altri), ma ciò non toglie che lo stesso Gesù possa costituire come roccia della sua Chiesa in senso secondario e vicario Pietro. Ma ciò che non convince di tale interpretazione è la mancanza di logica nelle parole di Gesù. Che senso avrebbe cambiare il nome a Simone in Pietro (Kephas, cioè roccia) se poi Pietro non avrebbe dovuto svolgere la missione significata dal nome? Per la mentalità ebraica il nome di una persona ne indica la missione, infatti anche in altre parti della Scrittura assistiamo a cambiamenti di nome proprio per significare una specifica missione. Ad esempio Abram viene chiamato Abraham, cioè da “padre eccelso” a “padre dei popoli” perché da lui avrebbero avuto origine molti popoli, oppure Giacobbe che viene chiamato Israele, cioè da “soppiantatore” a “colui che lotta con Dio” per indicare il coraggio e la forza che doveva dimostrare nelle grandi difficoltà della vita. E poi è assurdo pensare che Gesù si sia rivolto a Pietro per indicargli una missione per poi riferirsi a se stesso. Non avrebbe alcun senso! 

In realtà questo passo di Matteo usa tre metafore di stile tipicamente semitico: la roccia, le chiavi e l’azione del legare e sciogliere. 

Pietro è roccia (infatti Kephas significa proprio roccia da fondamento) perché è il fondamento della Chiesa. Come le fondamenta sono il principio dell’unità e della stabilità di un edificio, così Pietro è il principio dell’unità e della stabilità della Chiesa. 

A Pietro vengono date le chiavi in quanto simbolo di potere ed autorità, Gesù affida all’apostolo un compito, quello di guidare la Sua Chiesa. Da notare la frase al futuro “A te darò…”, cioè il compito di Pietro inizia da quando Gesù lascerà questa terra per salire al Padre. 

Infine, ancora più precisa è la promessa contenuta nelle parole “legare e sciogliere”. Questa espressione (in ebraico “hasàr” e “scherà”) è tipicamente rabbinica ed indica l’azione di dichiarare proibito o lecito con autorità magisteriale, di imporre o togliere un obbligo. “Sciogliere” significa dichiarare “lecito” e “legare” dichiarare “illecito” (Strack – Billerbeck, “Kommentar zum N.T. aus Talmud und Midrash, I, Das Evangelium nach Matthäus"). 

Gesù, quindi, ha voluto dare a Pietro e a tutti gli apostoli collegialmente (Mt 18, 18) l’autorità di dichiarare se una cosa è lecita o illecita e tale sentenza viene ratificata nei cieli, cioè da Dio stesso che assiste il suo servo in modo che non siano mai in contrasto con la verità e con il bene. 

Un altro passo proprio del vangelo di Luca è strettamente legato al primato di Pietro ed è ambientato nei discorsi profetici che Gesù pronuncia alla fine dell’ultima Cena e che riguardano la sua imminente passione e la defezione degli apostoli: 

Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli” (Lc 22, 31, ED. CEI). 

Nonostante la sua debolezza umana e la caduta di fronte alla tentazione di Satana, Pietro avrà il compito di “confermare” i fratelli nella Chiesa. Questo testo si colloca tra la promessa di Cesarea di Filippo, vista prima, e il conferimento del primato che avverrà dopo la Resurrezione sulle sponde del lago di Gennesaret. Pietro come uomo potrà anche vacillare e sbagliare, potrà anche vigliaccamente rinnegare Gesù, ma la sua fede, quella espressa a Cesarea di Filippo, non potrà mai venire meno. Tutto ciò per espressa volontà di Gesù, della sua preghiera di efficacia infallibile. Pietro dovrà “confermare” (in greco “στηρισον”, stèrison, la forma verbale è attivo, imperativo aoristo I°, cioè dare inizio ad una nuova azione), cioè rendere saldi nella fede tutti i fratelli, ossia il ruolo del capo della Chiesa. 

Infine un terzo passo, riportato dal vangelo di Giovanni, dove abbiamo il conferimento, direi “ufficiale”, del primato a Pietro: 

Quand'ebbero fatto colazione, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi ami più di questi?» Egli rispose: «Sì, Signore, tu sai che ti voglio bene». Gesù gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, una seconda volta: «Simone di Giovanni, mi ami?» Egli rispose: «Sì, Signore; tu sai che ti voglio bene». Gesù gli disse: «Pastura le mie pecore». Gli disse la terza volta: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene?» Pietro fu rattristato che egli avesse detto la terza volta: «Mi vuoi bene?» E gli rispose: «Signore, tu sai ogni cosa; tu conosci che ti voglio bene». Gesù gli disse: «Pasci le mie pecore»” (Gv 21, 15-17, ED. Nuova Riveduta). 

E’ il compimento della promessa che Gesù aveva fatto a Cesarea di Filippo (Mt 16, 17-19) di conferire a Pietro l’ufficio di “pastore” (“pasci le mie pecore”) del gregge di Cristo. Tale ufficio equivale a governare e, siccome il gregge indica la Chiesa di Cristo, come indica Paolo agli anziani di Efeso (Atti 20, 28), è chiaro che viene conferito a Pietro l’ufficio di governare la Chiesa. 

La triplice ripetizione di tale conferimento certamente rimanda al triplice rinnegamento di Pietro, ma è soprattutto una formula tutta orientale per indicare solennemente il diritto conferito, tale formula si usava per dare solidità e valore assoluto a ciò che si pronuncia (P. Gaechter, “Das dreifache Pasce oves meas” in: Zeitschrift fur katholische Theologie, 69, 1947). 

I vangeli riportano altre importanti indicazioni su come Pietro fosse considerato la guida del gruppo dei dodici apostoli, ma credo che i tre passi che ho riportato tolgano ogni dubbio sulla volontà di Gesù di voler affidare alla fede professata da Pietro il ruolo, sulla terra, di roccia stabile affinché la Sua Chiesa resti per sempre salda nella Verità. 


Bibliografia 

G. Falbo, “Il primato della Chiesa di Roma alla luce dei primi quattro secoli” Coletti, Roma 1989; 
P. Touilleux, “La Chiesa nella Bibbia”, ED. Paoline, 1971; 
R. Martinelli, “Primato a Pietro. Come e quando Cristo glielo affida?”, 2011.

22 commenti:

  1. @ Luis
    Lei parte da una premessa non dimostrata, dicendo che c’era necessità di avere un capo a cui affidare le chiavi, ma non spiega perché era necessario che una comunità di “fratelli” dove tutti avrebbero dovuto praticare l’amore ci fosse bisogno di avere un capo. Per amare il prossimo , non è necessario avere un capo, perché dove ognuno si fa carico di aiutare l’altro e lo fa spontaneamente, non ha bisogno di avere sollecitazioni per farlo dato che “Uno solo è il vostro maestro” e la direttiva era ed è già completa non c’era bisogno di fare alcuna aggiunta o alcuna modifica come i dogmi.

    1.
    Lei dice :“A Pietro vengono date le chiavi in quanto simbolo di potere ed autorità, Gesù affida all’apostolo un compito, quello di guidare la Sua Chiesa. Da notare la frase al futuro “A te darò…”, cioè il compito di Pietro inizia da quando Gesù lascerà questa terra per salire al Padre. “

    Lei riporta la frase al presente – “a Pietro vengono date - Gesù affida” – ma le parole di Gesù sono al futuro. “A te darò” Quando gliele avrebbe date ? Lei non spiega. Non è scritto da nessuna parte che le abbia date, quando, quante e come.

    Lei sostiene che comincia quando Gesù lascerà la terra per salire al Padre, ma quando Pietro fu liberato dalla prigione disse : “Riferite queste cose a Giacomo e ai fratelli”. ( Atti 12.17) E quando Pietro illustrò il suo parere nella questione della circoncisione dei gentili, fu Giacomo che prese la decisione finale. ( Atti 15.12) Non Pietro.

    (segue)

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    1. Caro Sal, credo che sia tu che parti da un primo errore: non ho affatto detto che c’era una necessità di avere un capo per la nascente Chiesa di Gesù, ma è Gesù stesso che ha voluto disporre in tal modo. Egli conferì a Pietro l’ufficio di essere “roccia”, cioè vide nella sua fede la base della Sua Chiesa conferendole eterna indefettibilità con la potenza della Sua preghiera.
      Perché Gesù abbia voluto fare così? Molto probabilmente perché Gesù sapeva bene che sarebbero sorti molti mistificatori: “Egli disse: «Guardate di non farvi ingannare; perché molti verranno in nome mio, dicendo: "Sono io"; e: "Il tempo è vicino". Non andate dietro a loro” (Lc 21, 5).

      Come al solito tu confondi, Pietro non ha avuto il compito di sollecitare i cristiani ad amarsi, ma quello di tenere unita la Chiesa sotto un’unica fede, quella originaria apostolica. I dogmi, infatti, sono solo delle specificazioni di fede e non aggiungono niente che non sia già nelle Scritture.

      Veniamo ora alle tue obiezioni:

      1)Mi chiedi quando Gesù avrebbe dato le chiavi a Gesù? Povero Sal, sei proprio infantile, pensi davvero che esistano delle chiavi del Regno dei Cieli? Ma è logico che si tratta di un simbolismo! Nel mio articolo spiego che le chiavi sono il segno dell’autorità, quindi Gesù da autorità a Pietro sulla terra e la eserciterà una volta che Gesù è salito al Padre. Pietro è il Vicario di Gesù in terra. Come ho già scritto tale ufficio sarà conferito sulle sponde del lago di Gennesaret (Gv 21, 15 – 17). In Atti 12, 17 Pietro dice di avvisare Giacomo e i fratelli perché nessuno ancora sa che egli è libero. Una volta catturato il ruolo di Pietro era passato temporaneamente a Giacomo. Invece in Atti 15, 12 Giacomo è già vescovo di Gerusalemme, ma si limita a ratificare, cioè a rendere ufficiale il parere di Pietro che, invece, chiude ogni discussione.

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    2. @ Luigi Ruggini
      “Caro Sal, credo che sia tu che parti da un primo errore: non ho affatto detto che c’era una necessità di avere un capo per la nascente Chiesa di Gesù, ma è Gesù stesso che ha voluto disporre in tal modo”

      Beh si è vero, sig, Luigi, io parto sempre dall’errore, ma lei afferma senza dimostrare. Dobbiamo pensare che anche lei è un profeta senza fondo ?

      “Egli conferì a Pietro l’ufficio di essere “roccia”, cioè vide nella sua fede la base della Sua Chiesa conferendole eterna indefettibilità con la potenza della Sua preghiera.”

      E’ del tutto evidente che lei non conosce le Scritture. L’unica “Roccia” è Jehovah Dio.
      “Dio è la roccia del mio cuore e la mia parte a tempo indefinito.” ( Sal 73.26) - ”Il mio Dio e la Roccia della mia salvezza’.” ( Sal. 89.26; 94.22) “Confidate in Jehovah in ogni tempo, poiché in Iah Geova è la Roccia dei tempi indefiniti.” (Isa 26.4)

      Joshua(Gesù) Suo figlio dice : “Colui che vince, lo farò colonna nel tempio del mio Dio”( Riv. 3.12) “E non vidi in essa [Gerusalemme celeste] alcun tempio, poiché Jehovah Dio, l’Onnipotente, è il suo tempio,” ( Riv 21.22) - del quale tempio Josua(Gesù) è la pietra angolare (pietra di sostegno) mentre le altre pietre a completamento di quel tempio sono “gli apostoli o le rocce che completano l’edificio.
      “Siete stati edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, mentre Cristo Gesù stesso è la pietra angolare” ( Efe 2.20)

      Possibile che neanche le cose semplici siano a vostro livello ? Più facile di così !

      p.s. Perché mai Gesù avrebbe bisogno di vicari se è sempre vivo e sempre presente ? E mica si distrae...

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    3. Lo dici tu che io affermo senza dimostrare, ma come al solito si tratta di un’altra delle tue bugie. Proprio ciò che argomento in questo post ti smentisce.

      Come ho già scritto la Bibbia indica molti modi di essere roccia, secondo il progetto di Dio. Ma tu, da bravo ignorante, non conosci la Scrittura.

      Gesù è certamente sempre vivo, ma per la nostra lontananza dovuta al peccato, non possiamo incontrarlo materialmente. Per questo ha istituito l’Eucaristia e l’ha data alla sua Chiesa. Ma perché tutto ciò possa realizzarsi ha voluto che un uomo, Pietro, con l’aiuto formidabile della Sua preghiera, sorregga questa Chiesa con la sua fede.

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    4. Chi è Jehovah?! :-P
      Adonay tetragramma sacro di cui si è persa memoria della vocalizzazione?
      Aaah...

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  2. 2.
    Quando la madre di Giacomo e Giovanni figli di Zebedeo chiese: “Di’ che questi miei due figli siedano, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra, nel tuo regno” Gesù, disse: “Non sapete quello che chiedete.[…] ma in quanto a sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo, ma appartiene a coloro per i quali è stato preparato dal Padre mio”.” ( Mt 20.21-23) Se non poteva concedere lui i privilegi, come avrebbe potuto scegliere un capo della chiesa ?

    3.
    Lei riporta l’invito di Gesù di “confermare” i suoi fratelli. Il versetto dice : “io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu, quando sarai convertito, fortifica i tuoi fratelli»” ( Lc 22.32 – Nuova Riveduta) la CEI riporta “e tu una volta ravveduto” Perché Pietro doveva ravvedersi ? o Convertirsi ? Perché Gesù pensava che la sua fede potesse venire meno ? Avrebbe dato le chiavi proprio a quello più debole e che doveva convertirsi ? Senza considerare che già in precedenza Gesù lo aveva chiamato”Satana” e gli aveva voltato le spalle dicendo “mi sei una “pietra d’inciampo” (Mt. 16.23)
    Possibile che Gesù abbia dato la preminenza a un Satana, una pietra d’inciampo, a cui aveva voltato le spalle, che doveva convertirsi, che era irascibile e violento (staccò l’orecchio con la spada al servo) e ipocrita, dato che lo rinnegò 3 volte,( Mt 26.71) di cui Paolo disse che “ fingeva ed era ipocrita” (Gal 2.13)

    Inoltre, per “confermare o fortificare”, non c’è alcun bisogno di avere le chiavi poiché è un attività che possono fare tutti a prescindere dal ruolo.

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    1. 2)Quanto a Mt 20, 21-23 Gesù non si riferisce a dei privilegi, dice infatti: “Non sapete quello che chiedete”, Dio non concede privilegi, siamo tutti uguali ai Suoi occhi. Gesù sta chiaramente parlando della dimensione celeste, cioè del giudizio finale che riguarderà ognuno di noi e che è di esclusiva pertinenza di Dio. L’ufficio di Pietro riguarda, invece, la vita terrena della Chiesa. Non si tratta di un privilegio, ma di un compito, un servizio. Sono due cose molto differenti.

      3)Ripeto, Gesù non ha dato alcuna preminenza a Pietro, ha solo indicato nella sua fede, professata a Cesarea di Filippo, quella della Chiesa che sta per fondare. Ha dato a Pietro un compito, l’importante servizio di essere roccia. Certamente Pietro si è mostrato un vigliacco pauroso, ma Gesù si è voluto fidare lo stesso di lui, affidando alla potenza della Sua preghiera l’indefettibilità della fede di Pietro. Pietro, infatti, coronerà col martirio, nel 67 a Roma, la sua fede in Cristo. D’altronde Dio ha voluto sempre fidarsi degli uomini, anche quando questi si sono macchiati di orrendi crimini. Basta pensare all’omicida Mosè, all’adultero ed omicida Davide, al persecutore Paolo, ecc… E’ Dio, il Santo, che rende tutto Santo.

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    2. “L’ufficio di Pietro riguarda, invece, la vita terrena della Chiesa. Non si tratta di un privilegio, ma di un compito, un servizio. Sono due cose molto differenti.”
      E cosa mai avrebbe dovuto fare Pietrino, se la preghiera del cristiano è “nel segreto, della cameretta” ? Qual altro servizio doveva fare oltre che predicare di casa in casa gratuitamente ?

      “Pietro, infatti, coronerà col martirio, nel 67 a Roma, la sua fede in Cristo.” A me non risulta, anzi la chiesa lo dice “per tradizione”, ma se ha qualche prova a sostegno è il benvenuto. Tutti gli studiosi concordano sulla fine di Pietro a Babilonia.

      “Dio ha voluto sempre fidarsi degli uomini, anche quando questi si sono macchiati di orrendi crimini.”
      Perché mai le va di bestemmiare ?
      Mosè non si è macchiato di crimine perché ha ucciso l’egiziano “per difendere” l’ebreo angariato.
      Il persecutore Paolo era persecutore prima della rivelazione, non dopo al contrario di chi insiste nell’errore anche dopo la rivelazione.
      L’adultero e omicida Davide è stato punito per l’errore a differenza di certa predicazione che vuole sempre tutti salvi malgrado il ripetersi degli errori. Vero che Dio è santo e rende tutto santo, ma perché chiamate un uomo “santo” padre quando è una bestemmia ?

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    3. Ancora!!?? Sal, ma quante volte te lo devo ripetere che l’episodio della preghiera nel segreto è solo una risposta ai Farisei che amavano pregare pubblicamente solo per farsi ammirare? Gesù non ha nulla contro la preghiera comunitaria, anzi insegna ai discepoli di pregarlo tutti insieme con il Padre Nostro (Mt 6, 5-13).

      Babilonia? Tutti gli studiosi concordano? Ma stai scherzando o cosa? Presto scriverò un bel post su questo argomento. La presenza di Pietro a Roma è un fatto storico.

      Bestemmiare io? Ah, ah, ah, caro Sal, io rispondo alle tue sciocchezze. Tu hai detto che non poteva essere possibile un incarico del genere ad un peccatore, ma anche Paolo e Davide lo erano, eppure…

      Il papa è santo, perché Dio è Santo. Te l’ho già detto! E’ dio che rende santi.

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    4. Tutti gli studiosi? Ne basterebbe uno che non sia dei primi del secolo o citato malamente da perspicacia...

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  3. 4.
    Se fosse vero che Gesù abbia dato il primato a Pietro, perché gli altri apostoli discussero ripetutamente su chi di loro dovesse essere considerato il più grande? (Marco 9:33-35; Luca 22:24-26)
    Se fosse stato vero che Pietro era stato incaricato di essere “la pietra”, perché qualche decennio dopo lo stesso Pietro indicò che non riteneva di essere lui il masso di roccia ma scrisse piuttosto che Gesù era la “pietra . . . angolare” da tempo predetta e scelta da Dio stesso. — 1 Pietro 2:4-8. Anche Paolo lo conferma “Cristo Gesù stesso è la pietra angolare. “(Efesini 2:20)

    5.
    Lei si chiede : “Che senso avrebbe cambiare il nome a Simone in Pietro (Kephas, cioè roccia) se poi Pietro non avrebbe dovuto svolgere la missione significata dal nome? E si risponde da sé : “è assurdo pensare che Gesù si sia rivolto a Pietro per indicargli una missione per poi riferirsi a se stesso. Non avrebbe alcun senso!

    Si vede che lei non sa giocare a scacchi, si attiene alla prima spiegazione la più facile e la ritiene vera senza considerare che possono esserci altre e migliori spiegazioni che però lei non vuole prendere in considerazione perché farebbero crollare il suo castello di bugie a cui non vuole rinunciare.

    "Cefa o Kefa", è l’equivalente semitico analogo all’ebraico kefìm [piccole rocce] usato in Gb 30:6 e Ger 4:29, Pietro non è sinonimo di “masso di roccia” ma significa invece “frammento di roccia”, ed è un sostantivo maschile mentre la parola tradotta “masso di roccia” è un sostantivo femminile.
    Non faccia sapere che non sa riconoscere neanche il sesso delle parole solo per difendere una bugia.

    6.
    Lei dice : “come indica Paolo agli anziani di Efeso (Atti 20, 28), è chiaro che viene conferito a Pietro l’ufficio di governare la Chiesa. “
    Lei è nuovamente fuori strada e non ha letto bene : “ 17 Da Milèto mandò a chiamare subito ad Efeso gli anziani della Chiesa. 18 Quando essi giunsero disse loro: […]voi tutti tra i quali sono passato annunziando il regno di Dio. 26 Per questo dichiaro solennemente oggi davanti a voi che io sono senza colpa riguardo a coloro che si perdessero, 27 perché non mi sono sottratto al compito di annunziarvi tutta la volontà di Dio. 28 Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha posti come vescovi a pascere la Chiesa di Dio,[…]32 Ed ora vi affido al Signore e alla parola della sua grazia che ha il potere di edificare e di concedere l'eredità con tutti i santificati.” ( Atti 20.17.32 CEI)
    a) L’invito non è fatto a Pietro ma agli anziani di Efeso
    b) Erano questi che dovevano curare il gregge
    c) Paolo affida quegli anziani non alla guida di Pietro ma a Dio e alla sua Parola.

    Che dice un paio di occhiali spirituali no ?

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    1. 4)In Mc 9, 33-35 e Lc 22, 24-26 gli apostoli discutono tra loro per accaparrarsi i primi posti in un ipotetico regno terreno portato da una “rivoluzione” di Gesù. Non avevano capito un bel niente. La chiesa di Gesù non è un regno terreno, basato sulla forza e le armi, ma la presenza Sacramentale di Cristo sulla terra.
      Nella sua lettera Pietro non dice affatto che lui non sia la roccia, non parla affatto di questo argomento. Pietro vuole solo ribadire che Gesù è la pietra d’inciampo di cui parla l’ottavo capitolo di Isaia. Ma l’essere roccia di Gesù non vanifica l’essere roccia di Pietro, anche Dio Padre Jahvè è roccia (2 Sam 22, 2; 23, 3), i dodici apostoli sono un “basamento” (Ap 21, 14), tutti i credenti in Dio sono detti pietre vive (1 Pt 2, 4-5). Ognuno è roccia in un modo particolare secondo il progetto di Dio. L’essere roccia di Pietro, nel progetto di Dio, è essere fondamento della Chiesa di Cristo.

      5)Non prendo in considerazione la tua spiegazione perché è semplicemente ridicola. Il termine aramaico “Kepha” significa letteralmente “pietra da fondamento” e così appare nel testo originario del vangelo. Tale termine è un sostantivo maschile, per questo è anche il nome dato a Pietro. E’ in italiano che tale termine diviene femminile.

      6)Se tu leggessi bene quello che scrivo non cadresti in tali errori. Non ho detto che in Atti 20, 28 viene conferito il primato a Pietro (sic!), ho solo detto che in quel passo viene identificata la figura del gregge con quella della Chiesa. Se Pietro è chiamato a pascere le pecore significa che ha l’incarico di governare la Chiesa.

      Mio caro Sal, credo proprio che sia tu ad aver bisogno di un bel paio d’occhiali :)

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  4. Lascio rispondere a Luis circa le riflessioni di Sal.
    Vorrei sottolineare piuttosto come fra l'epistolario di Gregorio I (santo per tutte e due le UNICHE chiese che possono vantare la successione apostolica: ortodossa e cattolica) appaiano delle citazioni sull'importanza del primato pietrino sulle Chiese di tutta l'ecumene. A tale proposito rimando alla lettura del famoso Dudden "Gregory the Great : his place in history and thought (1905)" (http://archive.org/details/gregorygreathisp01dudduoft), dove vengono indicate le fonti dove rintracciare queste indicazioni. Naturalmente un ortodosso come Valerio Polidori, che Sal conosce molto bene, può tranquillamente permettersi di criticare tali citazioni poiché siamo pur sempre nell'alveo di una confessione DI FEDE che da un punto di vista LOGICO porta a due conclusioni diverse. Ma sono conclusioni che ESULANO dal discorso biblico e si portano sul piano prettamente STORICO! Tant'è che oggi giorno anche Kung arriva a scrivere (cito a memoria da "cristianesimo", parole non precise, sostanza precisissima): "Dato che il primato di Pietro è oramai STORICAMENTE ESISTENTE sarebbe giusto che tale primato fosse improntato al precetto di Gesù che i primi si facciano servi degli ultimi".
    Gli ortodossi, gli unici che potrebbero muovere critiche nella logica della scrittura poiché accettano la Chiesa che l'ha scritta e canonizzata (!), raramente appoggiano le loro critiche al primato sulla Bibbia, quanto su una loro rilettura dei Padri.

    (segue)

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  5. Luis pertanto, e qui mi rivolgo a Sal, ha semplicemente affrontato l'argomento da un punto di vista biblico per spezzare le gambe a chi, incautamente e senza logica, prende in mano scritture che non gli appartengono e pretende di criticare l'organismo che tali scritture ha formato. Non poteva certo toccare tutti i punti, anche se l'argomento viene appunto affrontato solo da una angolazione, pertanto ringrazio Sal che, con la sua confusione messa in piazza senza remore di sorta, riesce comunque a delineare le tante zone d'ombra che una lettura considerabile fondamentalista (cfr. "l'interpretazione della Bibbia nella Chiesa" - Pontificia Commissione Biblica) crea nella logica su certi argomenti.
    Zone d'ombra che Luis provvederà ad illuminare con la consueta tranquillità di chi sa di essere nella logica della testimonianza più pura, sperando abbia tempo chiaramente.
    Un saluto a tutti.

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  6. Circa il problema della rilettura "dei Padri" vorrei infine sottolineare che la questione non è puramente "di partito". Io sono realmente CONVINTO che le argomentazioni dei cattolici siano PIU' forti di quelle ortodosse; prova ne sia che comunque il grande studioso di Gregorio I (Dudden appunto, il quale era anglicano e quindi totalmente disinteressato della faccenda da un punto di vista "partitico") afferma senza mezzi termini (nel libro cheho citato, libro secondo!) che questo papa (ricordo santo per tutte e due le Chiese, non per niente gli ortodossi rileggono tali citazioni in modo minimalista) aveva una concenzione molto forte del primato di Pietro e lo fa mettendo in fila una serie impressionante di citazioni dal suo magistero.
    Capisco poi la difficoltà di intraprendere un approfondimento del genere, nemmeno io del resto ho letto il Dudden da cima a fondo come potrebbe sembrare, ma si chiedono spesso fonti a gran voce e non capisco come mai quando arrivano poi non si guardano più...

    Un'altra bella lettura, da aggiungere alla biografia di Luis è
    J.M. Tillard, "Il vescovo di Roma"

    Volumetto agile, da mezza giornata, anche uno che si professa libero da condizionamenti potrebbe trovare il tempo se davvero gli interessa cogliere tutti gli aspetti del contendere...

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    1. @ minstrel

      Come al solito, lei va alla ricerca di ciò che “altri” dicono senza tenere conto di ciò che il Libro dice a lei. L’unica sua frase veramente convince :” Io sono realmente CONVINTO che le argomentazioni dei cattolici siano PIU' forti di quelle ortodosse;” Questa finalmente è un opinione personale. Sbagliata ma ugualmente meritevole perché “personale” Ciascuno renderà conto di sé per se senza avvocati.

      Lei dovrebbe diffondere la Buona notizia del Regno, non i libercoli che non hanno alcun sostegno oltre l’opinione di chi li ha scritti. Forse le piace Gregorio perché si è inventato l’incensiere e l’incenso nelle funzioni della chiesa ? Non era mai stato usato fino al VI secolo. O perché aveva spiegato che non bisognava abbattere i templi dei pagani, ma solo le immagini che erano contenute in modo che i pagani avrebbero continuato a frequentare gli stessi templi trasformati in chiese a loro insaputa ?

      Quello che ha trasformato la festa pagana del sole invitto in Natale di Cristo ! Formando una chiesa “sincretica” assimilando credenze e pratiche pagane “care al popolo.” ”Se un gruppo di persone adora un albero, invece di abbatterlo consacratelo a Cristo e lasciate che continuino ad adorarlo”.” ( Gregorio Magno)

      Solo un discendente di un falso “Khefa” poteva inventarsi una simile ipocrisia anticristiana.

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    2. Non è mica colpa mia Sal se perspicacia non parla mai né di Dudden né di Gregorio I e quindi ogni volta che salto fuori con un nume tutelare di qualsiasi idea considerabile logica oggi, lei deve sfoderare il motto illogico: "o sono tue idee o nulla è valido" come dire che se le uniche idee valide sono quelle di altri oramai sei fregato. Tsk...
      Piuttosto faccia attenzione che a forza di distruggersi i padri della Chiesa, per render(si) ragione delle sue convizioni, si ritroverà ad aver distrutto - senza accorgersi - anche i padri che le attestano la sua scrittura come sacra...

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  7. @Luis
    Distinto Luigi, mi permetta spiegarle perché, a mio modesto avviso, del tutto personale, lei e la sua cultura siete arroganti e presuntuosi. Incapaci di confrontarvi con il mondo moderno in termini rispettosi e paritari e perché è quindi giusto che andiate scomparendo sia sul piano politico che quello religioso.
    Il vostro standard “modus operandi” non è cambiato nei secoli, la vostra cultura è rimasta inalterata nel tempo dal quale non avete imparato. Solo con me, malgrado le spiegazioni e i motivi per cui il mio ragionare mi porta a presentarle le mie conclusioni, lei ha usato le senti espressioni :
    a) Il Primato di Pietro nei vangeli,
    1. tu parti da un primo errore:
    2. come al solito tu confondi,
    3. povero Sal, sei proprio infantile,
    4. si tratta di un’altra delle tue bugie
    5. tu, da bravo ignorante, non conosci la Scrittura.
    6. Ancora!!?? Sal, ma quante volte te lo devo ripetere
    7. io rispondo alle tue sciocchezze.
    8. la tua spiegazione è semplicemente ridicola.

    b)Le eresie a confronto con la Bibbia
    1. leggi i miei articoli, così impari qualcosa.
    2. risposta sbagliata mio caro, come al solito.

    c) Il Catarismo e la nascita dell’inquisizione
    1. tu non sai neppure dove sia di casa.
    2. avete una conoscenza errata ed approssimativa della storia,
    3. te ne esci come i cavoli a merenda
    4. fai pace con te stesso!
    5. le chiacchiere stanno a zero,
    6. cerca di dire cose più intelligenti.

    d) Le parole del papa ele strumentali critiche
    1. questi laicisti danno la sgradevole impressione

    e) La chiesa cattolica dagli apostoli ai vescovi
    1. come al solito emerge la tua ignoranza
    2. è l'ennesimo autogol.
    3. la storia non è proprio il tuo forte.
    4. non conosci la Scrittura.

    Tutto ciò in difesa di tesi che non possono essere nemmeno considerate da chi ha un briciolo di buon senso e che sia almeno in gradi di leggere l’italiano. Ciò dimostra che non avete più altri argomenti in difesa di un privilegio che ahimè è ormai perduto. Non sapete più come fare ad arginare l’esercito di coloro che preferiscono uscire da questa prigione di ignoranza e presuntuosa arroganza. Vi siete avvitati da soli in un percorso che sprofonda sempre più nel buio. Siete divenuti quello che Giacobbe dice in Genesi 34.30
    Ogni volta penso a quel pulcino cieco che pensava di essere un aquila ma non era nemmeno un pollo.
    Il vostro potere è ormai decaduto e non ve ne siete ancora accorti. Con tutti i santi che avete provate a raccomandarvi a qualcuno di quelli, chissà che non possano gettarvi un giubbotto di salvataggio prima dell’affondamento del Titanic.
    Dubito molto che siano in grado di aiutarvi dato che siete sempre i più bravi di tutti, i più sapienti, quelli che vogliono mettere becco sempre e su tutto, non sapendo distinguere nemmeno la destra dalla sinistra, una mamma da una vergine, u prete da un pedofilo. Solo l’oblio vi può accontentare e ripagare.
    Stia bene

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  8. Oh povero Sal, ti sei dato tutta questa pena a collezionare le mie parole, chissà che fatica!
    Ma, vedi carissimo, tutto ciò non puoi definirlo “arroganza” perché sono tutte espressioni ampiamente motivate e debitamente documentate. Ricordati che queste espressioni nascono anche come risposta alle tue accuse continue che, come ogni volta, sono basate su errori esegetici ed ignoranze storiche.

    Devi renderti conto, caro Sal, che si rispetta la persona, e questo l’ho sempre fatto, rivolgendomi verso di te sempre in modo gentile, ma gli errori vanno smascherati e condannati.

    Dici che le mie tesi non possono essere considerate? Bè, è facile parlare in questo modo, dovresti prima dimostrare, documenti e prove alla mano, dove siano sbagliate. Ma tu questo non lo fai mai.

    Tu dici tante cose, fai tante accuse e OGNI volta ho corretto i tuoi errori: ti ricordi, ad esempio, della storia delle chiavi del Regno di Dio e degli inferi? Cosa mi hai ribattuto? Niente, perché niente c’era da ribattere. E così per la storia dell’immortalità dell’anima, della proibizione da parte di Paolo di celebrare le feste, della doppia effusione dello Spirito, il comando nella Bibbia di non celebrare il Natale, accetti il dogma della definizione del Canone delle Scritture, ma non quello della Trinità, ecc...

    Perché, caro Sal, tutti questi argomenti, dove oggettivamente hai avuto torto, non ti hanno fatto pensare che, forse, la tua conoscenza della Scrittura è veramente scarsa e limitata? Perché non riesci a fare qualche passo indietro? Cos’è questo se non orgoglio? Come puoi permetterti di criticare e ferocemente denigrare una Tradizione bimillenaria della Chiesa proveniente direttamente dagli apostoli?

    Ecco, Sal, pensa prima a risolvere le tue contraddizioni, poi potrai rivolgerti verso la Chiesa, la quale ti aspetta sempre! E non ti preoccupare delle sue condizioni e del suo futuro. Gode di un’ottima salute ed ha un’assicurazione formidabile (con “costo zero” del premio), quella di Gesù in persona (Mt 16, 18).

    Un saluto, in pace.

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  9. @ Luigi Ruggini
    “Ricordati che queste espressioni nascono anche come risposta alle tue accuse continue che, come ogni volta, sono basate su errori esegetici ed ignoranze storiche.”

    Bene sig. Luigi, vedo che ha appreso molto dal vangelo, ora “porgi l’altra guancia” si è trasformato in “occhio per occhio”. Vuole andare anche lei in Nigeria a combattere quelli di Boco Haram ? Potrebbero nominarla comandante.

    Lo so che la chiesa mi aspetta sempre. Solo che non è quella cattolica. Da quella preferisco stare alla larga, troppo fantasiosa, troppi arroganti e presuntuosi che credono nell’impossibile. E poi siete in fallimento ora che vi chiudono anche lo Ior. Sono proprio curioso di sapere come farete senza quell’opzione. Il lavaggio di denaro sporco invece che quelle della anime. Evangelico molto evangelico !

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    1. Non voglio entrare in una vostra diatriba sottolineando la palese non-risposta di Sal, il quale non vede, nel continuo rispondere di luis, l'offerta dell'altra guancia sotto forma di una paziente riproposizione di domande precise della dottrina di Sal a cui Sal stesso non ha mai trovato risposta. L'occhio per occhio sarebbe lasciarla nel suo brodo.
      Se chiudono lo IOR non è certo un problema per la nostra fede. Pensa forse che io mi baso sull'esistenza o meno dello IOR? Capisce dove va a parare con simili ragionamenti?

      In realtà il cardine di tutto è che lei e il suo percorso si considera SUPERIORE rispetto a qualunque cristiano cattolico, sia esso un vecchio curvo di fronte al Santissimo che un teologo biblista ricurvo su un manoscritto del primo secolo.

      "Anche voi!". No! Noi professiamo una logica precisa che pretende essere Verità universale sul progetto di Dio nei confronti dell'uomo, ma sappiamo che tale logica non può renderci SUPERIORI a nessuno, poiché tale verità sul mio essere umano non può rendermi DIVERSO dalla medesima verità applicata ad altro uomo, al massimo ci può avvicinare di più a ciò che Dio vuole da noi e quindi comprendere meglio eventuali storture di alcuni ragionamenti altrui (o proprie).

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    2. Grazie delle tuo intervento, Minstrel. Ineccepibile!

      Con affetto, un caro saluto.

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